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| Federico II ed il suo capolavoro"De arte venandi cum avibus"
sono la pietra miliare della falconeria occidentale. L'austera disciplina raggiunge con lui il suo massimo livello
artistico e culturale e l'evidente influenza dell'illuminato sovrano nella cultura italiana, dalla Sicilia a Siena,
si manifesta in vari modi. La falconeria infatti riveste una funzione essenziale attorno alla quale si sviluppano
eventi, sistemi e modi di pensare e di porsi di fronte al creato. |
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| Il Buongoverno |
| Tra il 1338 e il 1340 Ambrogio Lorenzetti, evolutore dell'arte
di Giotto e di Simone Martini e precursore dell'arte rinascimentale, intraprende e porta a termine il suo più
importante ciclo di affreschi, nel palazzo pubblico di Siena. Essi rappresentano le Allegorie e gli Effetti del
Buono e del Cattivo Governo nella città e nella campagna e contemplano la già affernata arte della
falconeria; sono dipinte nella sala dei Nove e questa rappresentazione prende spunto dal concetto di "bene
comune" di Aristotele. La Giustizia, ispirata dalla Sapienza, e il Bene Comune o Buon Governo, personificato
da un sovrano che indossa un tipico costume senese bianco e nero, siedono in un trono e su un sedile; affiancati
dalle Virtù e dalla Pace, si recano verso il sovrano i ventiquattro magistrati della Repubblica, legati
da due corde che scendono dalla bilancia della Giustizia. Sulla parete destra, tutta dedicata agli Effetti del
Buon Governo nella città e nella campagna, la figura della Giustizia che volge lo sguardo verso la sapienza
domina la scena. Si può riconoscere le città di Siena dipinta molto bene, circondata dalle mura dove
appare come una città viva, nelle cui strade affollate si nota un'operosa attività. Nella destra
della parete è raffigurata la campagna senese: un paesaggio ampio, felice, dove il lavoro abbonda come abbondano
fiumi, campi fertili, indici della prosperità portata e protetta dal Buon Governo. Ben diversa è
la composizione degli effetti del Cattivo Governo, dipinte sulla parete di fronte, assai rovinata dal tempo. In
questa domina la Tirannia, protagonista negativa che appare come una sorta di diavolo cornuto, attorniato dai Vizi;
il paesaggio della composizione mostra una città corrotta, dove vigono corruzione e abuso circondata da
una campagna abbandonata, incolta e povera. In quest'opera si rivela concretezza e si trasferiscono, nella pittura
profana, valori civili. |
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| L'orto dei Pecci |
L'Orto Dei Pecci, sede degli spettacoli di falconeria, è
tra gli spazi verdi più noti e meglio conservati della Siena medioevale. Venne costruito con la quarta e
ultima cerchia di mura tra il 1326 e il 1420. Il nuovo concetto di urbanizzazione prevedeva profonde incisioni
di verde in tutta la città destinate di solito a campi e oliveti, che si distinguevano per l'abbandono dell'elemento
"chiuso" che fino ad allora aveva caratterizzato la città medioevale a favore di una nuova armonia
di forme e di linee. Così oggi le mura recintano aree verdi fra Porta Romana e Porta Pispini, sotto il fosso
di Sant'Ansano, Tra Porta San Marco e Porta Laterina, fra Piazza del Mercato, la chiesa dei Servi e quella di sant'Agostino.
Tra questi diversi spazi verdi è proprio la zona di Porta Giustizia, con la strada che degrada dietro il
palazzo comunale fino all'Orto dei Pecci (il cui nome originale era Borgo Nuovo di Santa Maria), la più
conservata.
Alle origini di questa straordinaria conservazione è la fallita urbanizzazione tentata nel '300 dalla Società
Esecutori di Pie Disposizioni, che prevedeva proprio per l'Orto Dei Pecci l'accoglienza dei forestieri che desideravano
la cittadinanza senese e che dovevano avere ferrei requisiti, come il possesso del lavoro e la disponibilità
per la costruzione di una casa di notevole valore. |
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| San Galgano |
| San Galgano, indimenticabile luogo ricco di mistero e bellezza,
famoso per la sua spada nella roccia e per l'abbazia cistercense scoperchiata, è ormai punto di riferimento
preciso anche per la falconeria. A due passi dal monastero medioevale sorge infatti il CIR, Centro Italiano Rapaci,
che ospita ad oggi qualche decina di rari esemplari. Il centro è visitato ogni giorno da centinaia di visitatori
e dalle comitive scolastiche ed ha il pregio di avvicinare la cultura della falconeria ai luoghi fisici ed esoterici
che la incoronavano come una tra le principali arti medioevali. |
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| Geraci |
Il centro Aicav di Geraci, nelle Madonie, assieme a quelli toscani,
è il secondo centro italiano a proporre spettacoli e scuola di falconeria.
Imponenti rovine di una fortezza normanna, costruita nel 1072 su una precedente struttura araba di probabile origine
medievale, si ergono a ovest del paesino montano su una rupe scoscesa. La cappella gotica di S. Anna è un'aggiunta
del sec. XIV, molto ben conservata. La Chiesa Madre (piazza Centrale), di epoca tardo medievale, ha un bel portale
ogivale e un maestoso campanile: all'interno sono presenti due sculture della "Madonna" (sec. XVI) di
scuola gaginesca; al suo interno si può ammirare anche un eccezionale tesoro, con numerosi lavori di oreficeria
sacra (sec. XIV-XVIII).
Degne di nota: Torre di vedetta (sec. XIV) della famiglia nobiliare dei Ventimiglia. Chiesa di S. Bartolomeo (con
un'edicola marmorea, sec. XV-XVI, di Antonello Gagini), di S. Maria della Porta (con un portale laterale tardo-gotico,
1496, e una "Madonna con Bambino" di scuola gaginesca) e di S. Stefano (sec. XVII-XVIII, a pianta ottagonale,
con campanile sormontato da una cuspide conica rivestita di maioliche policrome).
Avvenimenti: tra le manifestazioni folcloristiche più importanti da segnalare l'annuale Giostra dei Ventimiglia
(un'imponente sfilata in costume), l'ammaestramento dei falchi e la suggestiva Cavalcata dei pastori, che si svolge
la terza domenica di luglio ogni sette anni, si tratta di una celebrazione religiosa del ringraziamento al SS.
Sacramento. |
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